Chiuso un bar, se ne fa un altro.

Stamattina – per la prima volta in cinque anni – hai fatto colazione in un bar dove t’hanno dato del lei. Sei entrato, hai salutato educatamente, ordinato un caffè e un cornetto. Sei rimasto lì, davanti al bancone, assaporando la tua colazione in silenzio. Dopodiché hai pagato, ringraziato e te ne sei andato. Mentre attraversavi la strada tornando verso casa, pensavi che dovrai farci l’abitudine, perché il bar Lunastella – il tuo bar – è chiuso per sempre.

Il bar Lunastella è stato il tuo primo bar.  Non ne avevi mai frequentato uno prima e sai che probabilmente non ne frequenterai un altro. Grazie a Max, il proprietario, l’hai fatto diventare un’appendice del tuo appartamento, una sorta di sala hobby ad altissima gradazione alcolica. Qui hai imparato ad apprezzare moltissime cose che prima ignoravi.

Al bar Lunastella hai imparato quant’è bello quando il tuo barista ti maltratta. Che se entri alle cinque del pomeriggio e chiedi una spremuta d’arancia lui ti risponde “Non mi rompere il cazzo”. Che i cornetti sono pochi e spesso finiscono molto prima del tuo risveglio. Che i tramezzini sono preparati senza alcuna passione e te lo ricordano ad ogni morso.

Al bar Lunastella hai imparato ad essere uno di quei cani randagi a credito illimitato, che consumano alcolici per un mese e poi si stupiscono quando scoprono che il loro debito si è accumulato per centinaia di euro. Che c’è una competizione insana tra i clienti abituali del bar e quando consegni una banconota da 50 euro a Max viene ridisegnata tutta la classifica della situazione debitoria e che qualcun altro, adesso, dovrà sbrigarsi a pagare per non subire l’onta di essere quello coi buffi più consistenti.

Al bar Lunastella hai imparato ad apprezzare gente con la quale non avresti scambiato neanche due parole se li avessi incontrati in un altro contesto. Come il Gigante, un energumeno dal volto paonazzo che vive la sua esistenza tentando di far convivere l’alcolismo compulsivo e sua madre, un’anziana signora che lo cerca tutti i giorni nei bar del circondario e che quando lo trova gli riserva micidiali scenate isteriche. Oppure Cane Secco, altro olimpionico dell’alcolismo che spesso e volentieri trascina al bar anche suo figlio di otto anni. O lo Zampognaro, ex pittore talentuoso, ex tassista a New York, ora semplicemente un esaurito sempre ubriaco, ormai in grado di conversare unicamente col suo cane che peraltro non gli dà neanche mai ragione.

Al bar Lunastella hai imparato anche che Céline è uno scrittore che ti cambia la vita. Che Sergio Caputo è un grande paroliere. Che Piero Ciampi aveva ragione, che Bukowski vedeva tutto e meglio degli altri, che Lobo Antunes è l’unico scrittore vivente che ancora ti emoziona, che David Foster Wallace ha scritto a sua moglie una lettera d’addio di mille pagine e che il lavoro dello scrittore consiste nel raccontare una verità, non importa quale.

Che per certi artisti la cui morte viene considerata prematura non aveva senso vivere oltre e che se non hai capito questo allora stai un pezzo indietro.

Al Lunastella hai imparato che esiste gente che ruba i giornali del bar, per risparmiare un euro. Che i peggiori clienti sono quelli che ordinano un caffè e aspettano che glielo porti per aggiungere “macchiato freddo”. Oppure quelli che nonostante non ci sia nessuno aspettano in fondo al bancone, lontano, verso la porta d’uscita. O che dopo le sei di pomeriggio entrano pretendendo analcolici, o un tè, o una cioccolata calda.

Al Lunastella hai imparato che dopo anni di bar, se pensi tutti i giorni a quanto sarebbe bello vivere a Buenos Aires suonando il sax, non ti interessa più se un cliente è migliore di un altro.

Con Gianni, il Comandante, Checcozzò, QCDC, Damiano Rodetti, avete deciso che una volta chiuso il bar non vi sareste più visti né frequentati. Anche se abitate a dieci metri l’uno dall’altro.

Preferite così, circoscrivere la vostra frequentazione – che per cinque anni è stata assidua e quotidiana – all’esistenza del bar Lunastella.

Fuori da lì – in fondo lo sapete – non funzionerebbe.

Come in seguito a una diaspora, finirete ognuno in un bar diverso. Qualcuno tra i meno sentimentali penserà che in fin dei conti chiuso un bar se ne fa un altro. Che questo nuovo barista è molto meglio di quello precedente, al quale non potevi neanche chiedere una spremuta d’arancia senza farti insultare. Altri invece, come te, non nutriranno alcun interesse nel cercare un’alternativa perché hanno capito quali elementi rendessero il Lunastella un bar ideale.

Conosci bene il tuo destino: non li ritroverai più.

Se c’è qualcosa che ti dà fastidio è sapere che il bar Lunastella oggi è chiuso e lo sarà anche domani. A questo punto speriamo che tolgano in fretta l’insegna, così almeno potrai smettere di pensarci ogni volta che passi lì davanti.

11 commenti

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11 risposte a Chiuso un bar, se ne fa un altro.

  1. sergio

    ….ehi, hai deciso di farmi piangere??

    S.

  2. pilar

    bello questo post…proprio bello!ebbbravo cciulio!baci

  3. giacchins

    …niente più merende del campione…

  4. Già oggi per me è una giornata dalla lacrima facile.. ma, in tutta sincerità non mi aspettavo dal tuo blog un articolo commovente… Comunque bello, complimenti!

  5. Gianniboris&Ilcristodiddio

    Sono idealmente con te, a piangere sul gin versato. E in uno slancio “johnfantesco” ti dico che le corde toccate son quelle giuste.

  6. Mmh. Pensavo che avresti iniziato con:
    “E siamo arrivati alla parte dove mi uccido per davvero. E’ successo il 25 febbraio 2010, alle 3.52 di pomeriggio, se volete sapere l’ora esatta”, lasciandoci con questo tuo caro, vecchio neon una prima dichiarazione. E invece, no.
    Lungi da me dire che andasti oltre il Maestro, ma ‘nsomma mi piace sempre più leggerti.

    E se può interessarti, pur non avendo mai direttamente frequentato il Lunastella (che se si riusciva a far amare nonostante il nome, be’, cazzo!, doveva avere delle gran qualità), sono rimasta colpita anch’io dalla sua chiusura. Ero riuscita a scoprire che il protagonista dei miei sogni erotici lo frequenta. Adesso dove minchia lo vado a “riperticare”?

    • giulioso

      il tuo è il centesimo commento. vinci la risposta dell’autore.

      TI RINGRAZIO PER I COMPLIMENTI! LA VERA FORZA DI QUESTO BLOG SIETE VOI, I LETTORI! A PROPOSITO, QUALE DEGLI ANIMALI DEL BAR LUNASTELLA POPOLA I TUOI SOGNI EROTICI? MI VENGONO IN MENTE SOLO MUTANTI.

  7. Azul

    bello….
    allora anche te hai un cuore?!?!

  8. eugenio pirisi del balzo

    Il bar “lunastella”, come tutto nella vitaè unico.
    Per questo vale sempre la pena.

  9. Passavo di qui...

    Omaggio a Stefano Benni? Nuovo capitolo del bar sport…

    Bel post. :)

  10. diana

    Mi manca sentirmi una persona equilibrata… accadeva esclusivamente frequentando la fauna del Lunastella!
    A dire la verità mi manchi anche te e tutte le tue psicosi.

    Con affetto e disprezzo,
    io.

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